
In origine popoloso villaggio di contadini e di pescatori sorto sulle spiagge strette tra il corso del fiume Noce, che a nord segna il confine con la Basilicata e il contrafforte roccioso oltre la pianura alluvionale del fiume Lao, è una delle prime cittadine in ordine geografico della Calabria, incastonata tra i monti del Pollino e il golfo di Policastro si allunga per circa 7 Km sul mare.
L'etimologia del nome è incerta, anche se ricorda i traffici di merci e di uomini che nell'antichità avvenivano sulla costa Tirrenica: deriverebbe da "Plaga Sclavorum", spiaggia degli Sclavoni o degli Schiavoni, o da "Plaga Slavorum", spiaggia degli Slavoni. I colori sono la guida e l’attrazione per tutti i turisti, dal giallo del sole che diventa un Arancio durante i tramonti sul mare, l'azzurro delle acque e della grotta omonima nell'Isola di Dino, al Verde delle colline che circondano i castelli e le torri, al rosso delle gorgonie per chi ama le immersioni e il nero della grotta Gargiulo per l'insidia del fango depositato sul fondo.
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